[TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

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Messaggioda Carpanet » dom 30 apr 2006, 9:59

vi richiamo all'ordine :guitar:
e modifico leggermente la mia lista

Queen: Greatest Hits 1
Stevie Ray Vaughan: Could Stand The Weather
Elio e le storie tese: Del Meglio del nostro Meglio
Blackmore's Night: the Village Lanterne
Eric Clapton: From the Cradle
Mike Stern: Between the Lines
Freddie Mercury: Barcelona
Sting: ...all this Time
Eagles: Hotel California
Jethro Tull: Aqualung
Rainbow: Long Live Rock'n'Roll
Dire Straits: Brothers in Arms
Ben Harper: There Will Be a Light
Gary Moore: Still Got the Blues
Howard Shore: The Return Of the King Soundtrack
Ecco io vedo mio padre, ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco io vedo tutti i miei parenti defunti dal principio alla fine, ecco ora chiamano me, mi invitano a prendere posto tra di loro nella sala del Valhalla dove l'impavido può vivere... per sempre!
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Re: [TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

Messaggioda Domle » mer 2 gen 2008, 12:44

Senza best of è impossibile... separati ma li metto :P

Elisa - Soundtrack live 96-06
Alanis Morissette - The Collection
Morten Abel - Best of
Elvira Nikolaisen - Quiet Exit
Lene Marlin - Playing my game
Lene Marlin - Another day
Venke Knutson - Scared
Marit Larsen - Under the surface
Lifehouse - Who we are
Lifehouse - No name face
Kings of Convenience - Quiet is the new loud
Kings of Convenience - Riot on an empty street
Lisa Miskovsky - Changes
Natalie Imbruglia - White lilies Island
Maren Ord - Waiting
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Re: [TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

Messaggioda MaryLou » mar 4 mar 2008, 11:55

Nico ha scritto:Si, è arrivata la fine del mondo. Niente paura, ci salviamo tutti, l'umanità non è stata fessa almeno per una volta, non come nei film americani. Abbiamo tutto il tempo di prepararci, però possiamo portare poche cose con noi. Dato che la musica è importante possiamo portare con noi 15 CD (originali) che secondo noi sono importanti.

Questo presume, che non solo ci salviamo ma che riusciamo anche a mantenere certi *privilegi* della nostra epoca, ovvero riusciamo ancora a far funzionare centrali elettriche?? No, perchè vorrei vedere come ce li ascoltiamo poi questi CD, senza un lettore funzionante...... LOL.
Ma siamo poi sicuri che riusciremmo a mantenere tutte le nostre comodità, o è forse più verosimile che ci ritroveremmo stile "Non ci resta che piangere".....

Mi verrebbe comunque spontaneo portarmi i "The Best of...." , ma anche così si supererebbero i 15 elementi concessi:
1) DVD dei Queen , almeno 3: Greatest Hits I e II e obbligatoriamente il DVD del concerto'86 "Live at Wembley Stadium"..... Freddy canta Hello Mary Lou..... è ovvio che me lo porto
(i CD ve li siete portati voi)

4) Il cofanetto di E. Morricone, che qualcuno ha già nominato: il miglior orchestrale (strumentalista se preferite) italiano del nostro secolo. (imho)

5) La 5° di Beethoven, per forza : l'abbiamo pure mandata nello spazio e non ce la salviamo??

E adesso cominciano i problemi veri..... (sarei tentata di salvarmi anche qualche vinile...... giusto per *ricordo*)
.... in elenco casuale:
6- Genesis - Invisible Touch
7- The Who - Tommy
8- de Andrè insiema alla PFM il "Live" di Bologna 1979
E poi, a scapito di altri, porterei i bets, gli hits, le raccolte, chiamatele come volete ma è l'unico modo per salvarne almeno una parte.
9- JethroTull
10- Toto
11- Simple Minds
12- Earth Wind and Fire
13-Elthon Jhon
14-Elvis
15- Abba

(I Beatles ve li sete già portati voi e......please, NON sparatemi: ma non sono tra i miei favoriti)

Come italiani se ne dovrebbero salvare alcuni...... ma sinceramente ehmmmm
Mina mi sta antipatica......per cui sarebbe l'utimo dei miei pensieri e comunque non ho cd suoi
dovremmo forse portarci qualcosa di Pavarotti?? ( giusto per dovere storico :roll: )

15 sono decisamente pochi :cry:

Ma coi libri come la mettiamo: ancora peggio.......
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Re: [TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

Messaggioda Lenticchia » mar 13 mag 2008, 21:52

Ma come la musica italiana non esiste!!!

è permesso riesumare un post di due anni fa??? ehehheheheh
ogni tanto passo di qui... ahò ma che fine avete fatto tutti?

bacio
raffaella
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Re: [TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

Messaggioda Nico » mar 13 mag 2008, 22:23

mah, alcuni si sposano, altri vanno in Australia, altri sòlano e basta..

Grazie per aver riesumato, ho notato che MaryLou portava la 5a di Beethoven, mentre io la sostituirei con la 7a, molto più piena e completa in tutti i suoi movimenti. La 5a ha un grande inizio e una magnifica fine ma dentro è un pelo vuota.
I miei amici immaginari mi hanno abbandonato perchè i loro amici non credono che io esista..

And somewhere out there, some asshole has my sword.
(George R.R. Martin - 27 ottobre 2008)
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Re: [TEST] I 15 CD che porterei nello spazio

Messaggioda Carpanet » mer 14 mag 2008, 8:44

Lenticchia ha scritto:Ma come la musica italiana non esiste!!!



La musica "italiana" dopo i Rossini, i Donizetti, i Vivaldi e i Toscanini è un colossale equivoco. Quando va bene è il frutto di un lunghissimo scopiazzamento, molte volte penoso, di generi che non appartengono alla nostra tradizione culturale.
Quando va male, è un catastrofico tentativo di esser in qualche modo "originali". Tutti i "grandi" della musica leggera italiana hanno preso da questo o da quel genere (dal rock, dal blues, dal gospel, dal rag al rap, dal country americano a quello anglosassone, per non dimenticare il jazz) e quando non lo hanno fatto hanno prodotto risultati imbarazzanti, spesso nascondendo dietro due rime di un testo strappalacrime una musica senza nessuna idea. Basta guardare la curva indiscutibilmente discendente di gradimento e di idee che percorre il festival di Sanremo. Basta vedere che considerazione internazionale (nessuna) hanno i "cantautori" italiani. Del resto qui basta che uno suoni il pianoforte e canti in rima perchè lo definiamo "cantautore" (ogni riferimento all'insulso, pesante, inascoltabile Cameriere Cammariere è assolutamente voluto).
Forse l'unico di cui potremmo vantarci attualmente come creatore di musica "italiana" è Allevi, ma questa è una storia leggermente diversa e lo stesso Allevi non s'è mai dimostrato particolarmente attaccato a qualsiasi etichetta di italianità (fortunatamente).
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